IL CAIRO – Al termine di una giornata di proteste massicce e pacifiche, con le piazze del Cairo piene di centinaia di migliaia di egiziani che hanno risposto all’appello per la “marcia del milione”, il presidente Hosni Mubarak cede alle pressioni e annuncia in un discorso al Paese che rimarrà in carica fino alle prossime elezioni e poi non si ricandiderà.
La roadmap immaginata dalle opposizioni, dopo la partenza di Mubarak e lo scioglimento del Parlamento, prevede una serie di tappe serrate: la formazione di un governo di unità nazionale poi il voto, la riforma della Costituzione, e nuove elezioni presidenziali.Amr Moussa e Zewail possibili candidati alla successione.
Sul Mar Rosso, popolarissima destinazione turistica, la situazione appare più tranquilla, ha sottolineato il capo dell’unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano, ricordando agli italiani che si trovano in Egitto la necessità di prestare la “massima prudenza e di tenersi in contatto con l’ambasciata al Cairo e l’unità di crisi”.
Il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la Scienza, l’Educazione e la Cultura, Irina Bokova, ha chiesto oggi l’adozione di tutte le misure di sicurezza necessarie a garantire la tutela dei tesori egizi custoditi al museo del Cairo e di quelli che si trovano a Luxor e negli altri luoghi d’arte del Paese.
Fonte:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/02/01/news/due_milioni_piazza_egitto-11933291/
Se solo a settembre, con la Beneamata ancora al vertice in campionato e col titolo della Supercoppa italiana in bacheca (pur con le prime ombre emerse dalla disastrosa serata di Montecarlo nella finale di quella Europea persa nettamente con l’Atletico Madrid) ai principali bookmakers avessero chiesto di quotare l’Inter a vincere il Mondiale per club dovendo battere una squadra sudcoreana e una congolese, la risposta sarebbe stata un categorico “no betting”.
Sono a più di un bivio i campioni d’Italia e d’Europa, attesi dalla semifinale del Mondiale per club di Abu Dhabi dal Seongnam e dalla prospettiva di giocarsi poi il titolo sabato contro i tutt’altro che sprovveduti ma ugualmente molto folkloristici africani del Mazembe, giustizieri (senza incassare nemmeno un gol) dei ben più quotati Pachuca ed Internacional di Porto Alegre.
Se la “medicina” trovata al caldo degli Emirati (anche se pagata a caro prezzo con la più o meno evidente rinuncia a fare sul serio in campionato e coppa sull’altare del possibile ennesimo alloro stagionale), è quella giusta, infatti, i meneghini faranno un’autentica passeggiata di salute con il recupero dei titolari, se invece l’incredibile sequela di infortuni è l’effetto e non la causa del tracollo post-triplete, il sogno del pokerissimo fra maggio e dicembre andrà in frantumi, e il contratto del buon Rafa varrà meno di un volantino pubblicitario trovato sul parabrezza nel parcheggio di un centro commerciale.
testata in campionato si è fatta sentire eccome, tutti di nuovo in campo, coi vari Stankovic, Cambiasso e Thiago Motta a pieno servizio, ce n’è abbastanza, e ne cresce, per rinverdire i fasti di Siena, Roma, Madrid e Milano, le tappe della collezione che va completata, altrimenti, Abu Dhabi diventerà una macchia indelebile.
Fonte:
http://www.sportal.it/news/news444588.html
Carmen Consoli e Vinicio Capossela sono stati tra i primi due perfomer chiamati a collaborare con il canale dove la musica incontra le culture del mondo, oltrepassando ogni genere di confine.
Registrato ad ottobre a Roma in occasione del lancio internazionale di Nat Geo Music, il concerto vede la cantautrice, accompagnata dal complesso siciliano dei Lautari, presentare una nutrita selezione di prese dal suo ultimo album, Eva contro Eva, nonché dal suo repertorio.
Un avvenimento veramente significativo: il cantautore di origine irpina è infatti il primo artista italiano ad aver registrato una Geo Sessions negli studi di Washington di National Geographic.
Nella Geo Session di lunedì 21 aprile vedremo Vinicio Capossela esibirsi in una performance rigorosamente unplugged, chitarra e percussioni, interpretando brani come Medusa Cha Cha Cha e Brucia Troia.
Fonte:
http://www.newsic.it/news/body_news.php?id=22659
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Caserta, Fallimento Palamaggiò: Coni e Comune di Castelmorrone insieme per scongiurarne la chiusura
CASERTA – Il Palamaggiò, in particolare la possibile uscita dell’impianto sportivo dalla procedura di fallimento, torna all’attenzione delle istituzioni.
L’iniziativa fa capo al Comune di Castelmorrone, nel cui territorio sorge il complesso realizzato nel 1982 dall’imprenditore Gianni Maggiò, che riuscì a costruirlo in cento giorni per mettere a disposizione della squadra di basket, da lui presieduta, appunto la Juve Caserta, una struttura in grado di rispondere alle normative prescritte dalla Federazione a seguito della promozione in serie A.Nei giorni scorsi, a conclusione di una serie di incontri tecnico-amministrativi, iniziati lo scorso anno, il sindaco di Castelmorrone Pietro Riello ha incontrato presso la sede municipale il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone, comunicando la disponibilità “ad avviare un nuovo percorso per la risoluzione dell’annosa problematica, sviluppando nuove opportunità finanziarie e gestionali che la normativa consente”.In effetti il presidente De Simone, che da tempo in tutte le sedi si va adoperando per trovare, pur nelle oggettive difficoltà della finanza pubblica, una soluzione a livello istituzionale finalizzata a garantire ruolo e funzioni di un impianto e di un’area ideale per lo svolgimento di attività e di servizi, non solo sportivi, di portata sovra comunale, aveva inoltrato formale richiesta all’Ente, territorialmente competente, per attivare un tavolo di concertazione sulla vicenda.Nel condividere le istanze del mondo dello sport, evidenziate dal presidente del Coni, il sindaco Pietro Riello ha assicurato che “il Comune si farà parte diligente nell’avviare quel percorso giuridico-amministrativo finalizzato ad esplorare nuove strade per l’uscita del Palamaggiò dalla procedura di fallimento”.In tale prospettiva è stato sottolineato il positivo ruolo dell’Ente Provincia che ha consentito, prendendo in fitto l’impianto dalla curatela fallimentare, la prosecuzione dell’attività agonistica e l’impegno alla manutenzione.
E’ stato anche opportunamente evidenziato che il maggior creditore del fallimento è l’Istituto per il Credito Sportivo, da sempre collegato al Coni ed al mondo dello sport, nei confronti del quale sono stati riannodati rapporti di reciproca comprensione e disponibilità a trovare soluzioni condivise.Tra l’altro, nell’incontro svoltosi al Comune di Castelmorrone è stato ricordato che il progetto, a suo tempo presentato dal cavaliere del lavoro Gianni Maggiò, prevedeva la realizzazione sulla vasta area di proprietà dell’imprenditore e su quelle adiacenti, appartenenti al demanio comunale, di una vera e propria “cittadella dello sport”, integrata da servizi di comune interesse.
Fonte:
http://www.basketnet.it/news/123231/caserta__fallimento_palamaggi___coni_e_comune_di
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Ora non ci riesce più neppure questo, ma la chiave è che quando vieni da un periodo di difficoltà, se oltre ai problemi che hai fai anche ‘vedere’ dove sbagli, vieni punito ancora di più’.I fischi del 105 hanno fatto ovviamente male anche a German.’La gente ha visto una squadra in difficoltà non solo a livello tecnico ma anche mentale, ecco perché si sono arrabbiati.
Casale è stata brava a scaricare e punirci da fuori, ma l’aggressività difensiva è terminata tutto d’un colpo, devi cercare di mandare l’avversario in lunetta e spezzare il gioco quando le cose vanno male, non stare a guardare e aspettare che gli altri sbaglino.
Bisogna guardare dentro di noi e capire se veramente stiamo dando il massimo, la gente merita che tutti si impegnino al 100%’.Tra le righe, affiora anche il discorso “societario”, perchè è abbastanza evidente che qui i problemi siano anche di natura economica.
Se poi c’è qualcuno che non ce la fa a prendere i soldi il 19 invece del 15 è meglio che lo dica subito, qui o siamo dentro o siamo fuori.
Fonte:
http://www.basketnet.it/news/122613/scarone__un_compleanno_amaro__il_capitano_ci_mette_la
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moto,rossi,nella,ghPhilip Island – Valentino nella ghiaia, Stoner in pole position. Non è un gran risveglio quello del neo campione del mondo della MotoGp nella prima gara dopo l’alloro conquistato in Giappone. Una caduta nelle
fasi finali del turno di qualificazione non ha consentito a Rossi nemmeno di lottare per la pole position del Gp d’Australia. In prima posizione Casey Stoner, al suo ottavo centro stagionale in qualifica, autore del giro più veloce in 1’28″665.
L’australiano della Ducati ha preceduto d’un soffio lo spagnolo Jorge Lorenzo (Yamaha, a 0″069) e lo statunitense Nicky Hayden
(Honda, a 0″091). Nonostante un ultimo tentativo, Rossi ha concluso solamente 12esimo. Meglio di lui hanno fatto Andrea Dovizioso (Honda), ottavo miglior tempo, il sammarinese Alex De Angelis (Honda), decimo, e Loris Capirossi
(Suzuki), 11esimo. Ennesima delusione per Marco Melandri (Ducati), 17esimo e penultimo.
La caduta di Rossi Cadendo nella
ghiaia della via di fuga durante il turno di qualifiche Rossi ha riportato, secondo quanto
riferito dai medici, una “distorsione del rachide cervicale con indolenzimento dei muscoli del collo”. Un trauma modesto che non
mette in discussione la partecipazione del pesarese della Yamaha alla corsa di domenica.
Vai Simoncelli Marco
Simoncelli ha conquistato la pole position della classe 250.
Il pilota della Gilera, leader provvisorio del mondiale della quarto di litro, ha centrato la sua quinta pole stagionale col miglior giro
percorso in 1’44″503.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295622 iaia,stoneu news er,pole,casa,sua
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statale,cade,pezziCinque studentesse tra i 19 e i 24 anni se lo sono ritrovate in testa e sul banco sul quale erano prone a scrivere i loro appunti il pezzo di cartongesso di circa due metri staccatosi ieri mattina dal soffitto dell’aula K02 del dipartimento di storia, arti, musica e spettacolo (beni culturali) della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università Statale, in via Noto (zona Ripamonti). «Uno degli edifici più moderni dell’ateneo» ha dichiarato infuriato il rettore Enrico Decleva, accorso insieme al pro-rettore Marino Regini sul posto da dove le cinque ragazze sono state trasportate, con ferite lievi, agli ospedali Santa Rita e San Paolo.Il crollo del grosso calcinaccio è avvenuto intorno alle 9.40 quando nell’aula era in corso una lezione di storia dell’arte moderna alla presenza di circa 200 studenti. «E quando, ironia della sorte, l’insegnante aveva appena finito di ricordarci che il padre del Caravaggio era un gran muratore» ci racconta una laureanda in storia dell’arte presente alla lezione e testimone oculare del fatto.«Quello che si è verificato è un fatto grave – hanno dichiarato Carlo Armeni, rappresentante degli studenti in Senato accademico ed esponente di Azione universitaria e Gianluca Kamal, rappresentante degli studenti in Consiglio di facoltà. – Chiederemo all’Ateneo di accertare le responsabilità dell’accaduto, e di riferire in Senato accademico circa le condizioni delle strutture di tutta l’Università degli Studi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295521 ,cinque,fhouse newseriti
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fichi,neri,niffoi,repSul numero di Ad di domani sveleremo i retroscena del rapporto fra Indro Montanelli e l’Opus Dei. E presenteremo l’anteprima di uno dei pamphlet di Max Beerbohm (1872-1956), fra i massimi scrittori satirici inglesi, tradotti per la prima volta in Italia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295476 ortage,loweb newsndres
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grazie,regista,che,Sant’Anna di Stazzema nome tragico tornato alla ribalta. Ci voleva un nero americano per togliere uno spesso strato di polvere che ricopriva la memoria. Testimonianze inoppugnabili avevano affermato come i tedeschi avessero intimato lo sgombero della popolazione civile altrimenti ritenuta complice dei «terroristi». Ma questi ultimi, armi alla mano, impedirono lo sgombero affermando che avrebbero difeso i civili. Quel che non fecero con i risultati che sappiamo mentre alcuni di loro rientrarono a cose fatte per depredare i cadaveri. A Marzabotto e forse in qualche altra località accadde la stessa cosa, non nuova viste le mattanze risorgimentali del Molise, del Sannio e della Basilicata e della siciliana Bronte. La domanda che mi pongo, non da solo ed in compagnia autorevole è: perché lì, sull’Appennino Tosco Emiliano e Alpi Apuane, e non in Piemonte, in Lombardia, in Liguria, nel Veneto, dove vi fu un partigianato di qualità superiore, dove pure avvennero fucilazioni di ostaggi, esecuzioni di «irregolari senza divisa», torture di cospiratori, ma mai episodi del genere. Forse aveva ragione Montanelli quando, rivolgendosi a Giorgio Bocca diceva: sono cose che tu, piemontese, non puoi capire, io toscano sì, e forse risaliva a Farinata degli Uberti, al Conte Ugolino della Gherardesca ed all’esilio di Dante Alighieri, alla plurisecolare lotta di parte senza esclusione di colpi toscoemiliana. A Genova diremmo che c’è gente cui piace più il rotto che l’intero.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295610 voluto,riinternet newscordare