Anioho’s Weblog


Finalmente siamo nervosi e cattivi
Novembre 3, 2008, 9:58 am
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Ormai è certo. Questa banda di scugnizzi globali targati Slovacchia, Uruguay, Argentina, persino Montecchio Maggiore (profondo Nord vicentino) fa sul serio. «Beata gioventù», avrà pensato lo zio Favalli vedendoli assaltare, chioma al vento, il suo pericolante fortino. Ai tempi mitici di Gullit contro Careca e Van Basten contro Maradona, cioè «il meglio contro il meglio», Lavezzi&Co. portavano, più che i calzoni corti, i pannolini. E adesso quasi rischiano (ancora, nonostante l’ingenerosa sconfitta) di vincere il campionato. Stavo proprio per augurarglielo, a secondo tempo inoltrato, quando, in 10 contro 11 e di fronte a un Milan eccitato dall’aria di primo posto, tenevano botta molto ma molto bene. Anzi, a dire la verità, stavo per augurarlo sia a loro, sia ai putei di Udine (a loro volta cileni, svizzeri, sloveni…), naturalmente pensando al Professorino e ai suoi disordinati allievi. Invece. Invece mi piace pensare che Kakà abbia fallito di proposito il «non rigore» concessogli. E mi piace anche attribuire alla Lepre la paternità del gol, più che per il bel traversone messo in porta da Denis, per l’esultanza gattusiana. E mi piace lo spirito operaio di una squadra che, se proseguirà su questa strada, passin passetto andrà lontano.PS Il cavalier De Laurentiis, visibilmente stizzito, parla di Milan «nervoso e cattivo». È un film già visto. E un bellissimo complimento.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303220



«Sei anni di torture Ho pensato spesso al suicidio»
Luglio 5, 2008, 3:25 pm
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da Bogotà«Ci vuole una grande spiritualità per non scivolare nell’abisso». In alcune interviste concesse prima della sua partenza per Parigi Ingrid Betancourt ha riferito ulteriori particolari del calvario durato oltre sei anni. L’ex ostaggio ha ammesso di aver pensato al suicidio a causa delle «torture, vessazioni ed umiliazioni» subite durante la prigionia nelle mani delle Farc: «La morte è il più fedele compagno di un ostaggio. Noi vivevamo con la morte… e la tentazione ci accompagnava sempre» . L’ex candidata alla presidenza colombiana ha detto che, nel corso della lunga prigionia, ha passato tre anni «con le catene addosso, 24 ore su 24» ed è stata trattata «come un cane». «Ci sono stati momenti di grande crisi, di grande durezza, di vere e proprie sevizie». La dimensione spirituale della sua esperienza sembra aver accompagnato Betancourt lungo tutta la prigionia, spingendola a pregare regolarmente. Nel raccontare la sua ultima giornata da ostaggio, l’ex senatrice ha ricordato come la prima cosa che ha fatto, dopo essersi svegliata alle quattro del mattino, è stato recitare il rosario. L’ex ostaggio, ha moltiplicato le dichiarazioni sulla fede nelle ore successive alla sua liberazione. Al polso portava un rosario di fabbricazione artigianale, con il quale pregava nella giungla. Fra le cose peggiori per Ingrid c’erano le marce forzate e la mancanza di medicine: «è terribile dover marciare per ore, con i vestiti umidi, permanentemente maltrattati, nel buio totale e quasi sempre sotto la pioggia», ha raccontato, aggiungendo che «mi sono ammalata di cose semplici, che si risolvono con trattamenti facili -diarree, vomiti, ulcere- ma la guerriglia mi proibiva ogni assistenza, e questo ha fatto sì che in vari momenti mi sono resa conto di essere in condizioni gravi», ha sottolineato Betancourt, prima di ringraziare nuovamente uno dei suoi compagni di sventura, William Perez.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273818



Salvapremier, il Pdl chiede le dimissioni di Mancino
Giugno 30, 2008, 10:27 am
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Non è bastato alla maggioranza il monito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino «alla riservatezza degli atti non ufficiali» della Magistratura. Il Pdl, dopo il parere sfavorevole dei giudici sul dl sicurezza per la parte che riguarda la sospensione dei processi ne chiede le dimissioni. «Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale». Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, a proposito della fuga di notizie sulla bozza di parere negativo del Consiglio alla norma che blocca i processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come «un’amnistia occulta». Berselli spiega che il problema non è «il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958» ma «le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che – precisa Berselli – screditano direttamente il presidente del Csm che è il Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi». Per Berselli «si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale» dunque. Al presidente della commissione giustizia al Senato, infatti, non basta, dice, apprendere dai giornali che «Nicola Mancino è infuriato per le indiscrezioni» finite sulle stampa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76617



Libano, scontri tra sunniti e sciiti a Tripoli: 6 morti e 44 feriti
Giugno 30, 2008, 10:26 am
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Una persona è stata uccisa nel secondo giorno consecutivo di scontri nel Nord del Libano tra sunniti sostenitori del governo e attivisti alawiti filo-Hezbollah. Sale così a sei il numero delle persone morte finora. L’agenzia ufficiale Nna riferisce che 44 persone sono inoltre rimaste ferite, tra cui due soldati, nei due giorni di scontri, verificatisi ad est di Tripoli, a circa 90 km a nord di Beirut.
Intensi tiri di kalashnikov e razzi si potevano udire nella serata di domenica nelle zone di Bab al-Tebbaneh e di Jabal Mohsen, nella parte nord di Tripoli.

Da tempo si verificano ad intermittenza violenze tra sunniti e esponenti della minoranza alawita, la stessa a cui appartiene la famiglia al Assad, al potere in Siria sin dal 1970. Gli scontri nei pressi di Tripoli fanno seguito ad analoghe sparatorie avvenute all’inizio del mese nella valle orientale della Bekaa tra sunniti e sciiti e potrebbero mettere a rischio l’accordo del 21 maggio che ha posto fine dopo 18 mesi alla più grave crisi politico-istituzionale del Libano sin dalla fine della guerra civile (1975-1990).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76531