Anioho’s Weblog


La leggenda insanguinata della montagna «italiana»
Agosto 4, 2008, 3:48 am
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Ogni anno, verso la fine di maggio, con la chiusura della stagione delle spedizioni sull’Everest, sull’Himalaya si inizia a fare sul serio. Con i primi di giugno inizia infatti la stagione delle ascensioni sul gruppo del Karakorum, un nome che al grande pubblico dice poco, ma che ai pochi membri del club degli 8mila metri fa gelare il sangue: qui, sul confine tra Pakistan e Cina, si annidano le vette più inaccessibili e pericolose del mondo. Fra queste, incastonato nel centro esatto di una zona inaccessibile e selvaggia, si trova il K2, il gioiello della corona, seconda montagna più alta al mondo, ma prima assoluta per la difficoltà della scalata: l’autentica medaglia d’oro dell’alpinismo estremo.I numeri parlano da soli: 1400 spedizioni hanno raggiunto la vetta dell’Everest, solo 189 quella della sorella minore. Dalla celebre spedizione italiana del 1954 che per prima domò la sommità della «montagna maledetta», quella di Bonatti, Lacedelli e Compagnoni, regalando alla storia delle imprese sportive una delle pagine più epiche e controverse, solo un pugno di «folli» amanti delle altezze è riuscito a eguagliare la conquista. Sono passati 23 anni prima che l’impresa venisse ripetuta (dall’americano Louis Reichardt nel 1978), e fino a l’altro ieri solo altre 275 persone avevano eguagliato gli eroici italiani: a caro prezzo. Perché il K2, e la tragedia di ieri ne è l’ultima conferma, pretende il massimo da chi osa sfidarlo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280579