Anioho’s Weblog


Pro Sesto-Samb, 2-1
Aprile 15, 2009, 7:35 pm
Archiviato in: house news | Tag: , ,

Lo stesso vale quando i tifosi di qualsiasi squadra di calcio gridano ‘figlio di puttana’ a qualcuno, ‘cornuto’ a qualcun altro e ‘aaaaaaammammeta’ al portiere avversario quando rinvia il pallone.

Tutti lo sanno, tanto è vero che nessuna sanzione è prevista dai regolamenti vigenti per queste forme di maleducazione e i campionati di tutte le categorie continuano tranquillamente, ognuno al suo posto e nel suo ruolo.

Roba da denuncia penale!) ha deciso di dimettersi da ogni incarico e restituito i cartellini a Collina e da domenica invierà solo i guardialinee a dirigere gli incontri i quali dovranno ovviamente provvedere a proprie spese per il noleggio del torpedone.

E’ vero Galiè, ahimè che tristezza&&

P.S.: Avendo ragione di credere che il racconto dell’increscioso episodio avvenuto all’esterno dello stadio corrisponda a verità per quanto dichiarato da giocatori e dirigenti della Pro Sesto, vorrei esprimere la mia solidarietà a Boisfer e non esprimere invece cosa realmente penso del signor (eufemismo) Marconato.

Fonte:
http://www.sambenedettoggi.it/2009/04/11/71411/pro-sesto-samb-0-0/



d
Agosto 4, 2008, 2:47 am
Archiviato in: house news | Tag:

In linea di principio i poeti sono traduttori, anche se non tutti traducono. Ma perché – si chiedeva tempo fa Nicola Gardini in un bell’articolo su Poesia – alcuni di loro si ostinano a scrivere cose illeggibili o da quattro soldi, che soddisfano solo il loro narcisismo, anziché tradurre buoni poeti da qualche lingua straniera? Attraverso la traduzione, almeno, sperimenterebbero un contatto diretto con la bellezza e avrebbero un termine di paragone sulla loro bravura. Ma nessuno, si sa, ascolta i buoni consigli.Un poeta che ha realizzato la sua opera quasi esclusivamente nella traduzione è l’inglese Edward Powys Mathers. Nato nel 1892 a Forest Hill (Londra), dove morì nel 1939, di lui si sa ben poco, perché condusse vita da recluso. Studiò a Oxford ed ebbe una moglie, Rosamund (ma gli piacevano anche gli uomini), che in un commovente ritratto lo descrive come geniale e malinconico, schivo e malato, fisicamente basso e grassoccio. Aveva due grandi passioni: la poesia e l’enigmistica. Sfogò la prima soprattutto traducendo poeti, antichi e no, dal sanscrito, dal cinese, dal giapponese e da altre lingue orientali, di cui peraltro aveva scarsa conoscenza (si basava sempre su altre traduzioni, soprattutto francesi). Della seconda fece invece una professione, diventando un compilatore di cruciverba leggendari per quanto erano ardui, e che per tredici anni pubblicò sull’Observer con lo pseudonimo di «Torquemada».Buon poeta in proprio, il suo capolavoro è tuttavia una traduzione, Black Marigolds and Coloured Stars (Fiorranci neri e stelle colorate), dall’antico poemetto sanscrito Caurapañcáziká, lamento amoroso in 50 strofe di un giovane condannato a morte per aver amato la figlia del re.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280623



L’impronta del razzismo
Giugno 28, 2008, 6:42 pm
Archiviato in: house news | Tag: ,

Egregio signor Maroni, ministro dell’Interno, Lei annuncia che verranno «censiti» i bambini rom, ma ci rassicura non sarà una «schedatura etnica», un semplice «censimento che riguarderà tutti i nomadi che vivono in Italia, minori compresi».Che io sappia, quando si fa un censimento questo riguarda tutti i cittadini dello Stato, lo si fa secondo certe modalità uguali per tutti e con finalità chiare a tutti. Ma Lei per censimento intende forse entrare in un campo con 70 poliziotti, carabinieri, vigili urbani in assetto antisommossa e un furgone della polizia scientifica per rilevare le impronte digitali alle cinque di mattina della famiglia Bezzecchi, 35 cittadini italiani, senza precedenti penali?Questo è ben altra cosa. Si chiama schedatura etnica e lo sappiamo bene perché l’abbiamo già vissuto nel passato. E dunque è in atto una schedatura su base etnica che vuol dire che si sta creando un archivio parallelo. A cosa servirà l’archivio Rom? Nel passato, l’archivio che aveva creato l’«Ufficio di polizia per zingari» di Monaco, che aveva schedato ed arrestato più di 30.000 Rom tra il ’35 e il ’38, è passato all’Rkpa di Berlino, cioè alla Centrale di polizia criminale del Reich, sotto il controllo diretto di Himmler, il quale l’8 dicembre ’38 ha emanato il Zigeunererlass, decreto fondamentale nella storia dello sterminio zingaro, perché ha stabilito che, «in base all’esperienza e alle ricerche biologico-razziali, la questione zingara andava considerata una questione di razza».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76649