da MilanoTesoro e Banca d’Italia si preparano a spostare l’asse di equilibrio su cui corrono i reciproci rapporti azionari tra il sistema del credito e il mondo dell’industria. Malgrado l’ordine dei lavori non sia stato ancora fissato, la decisione dovrebbe essere affrontata in una riunione del Cicr attesa, a meno di imprevisti, prima della pausa estiva. La materia è sfaccettata e ha ricadute su due ordini di problemi: da un lato la presenza dei capitani d’industria nel capitale delle banche, dall’altro la politica di investimento di queste ultime. La decisione del Tesoro di dipanare la matassa è stata anticipata dall’agenzia Radiocor e, secondo alcune ricostruzioni, il primo intervento avverrà «a valle». Eliminando quelle norme, oggi più stringenti in Italia di quanto non accada nel resto d’Europa, che vietano alle banche di esporsi verso una singola società oltre un certo peso sul patrimonio di vigilanza (15%). Era accaduto per esempio a Mediobanca che, qualche anno fa, aveva dovuto ridimensionare la propria quota nella Ferrari, poi completamente dismessa. Un cambiamento molto atteso dalle banche perché dovrebbe assicurare maggiori margini di manovra anche sul fronte del private equity. Resta inoltre da capire come cambierà, seppur sul lungo termine, il mondo azionario a monte delle banche, e quindi le regole che oggi vietano a un socio «industriale» di accumulare ingenti pacchetti di un singolo istituto di credito per evitare possibili conflitti di interesse.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273846
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